Quando la vita ci consuma ( e come ritrovare il cielo azzurro).
Abbiamo l’ambizione di vivere al massimo, di assaporare ogni goccia della nostra esistenza. Eppure, troppo spesso, anziche’ essere noi a consumare la vita, finiamo per lasciarci consumare da essa. Tensione, stress e ansia ci logorano dall’interno. Anche quando tutto sembra scorrere liscio, basta un piccolo imprevisto per fare ripartire la solita giostra di nevrosi. Ma non deve andare per forza cosi’. La storia che segue dimostra come sia possibile spezzare questo circolo vizioso.
L’imprevisto sul binario.
Era una limpida e fredda mattina di novembre. Il primo gelo dell’inverno pungeva l’aria mentre lasciavo Londra per andare a presiedere una riunione di lavoro cruciale. Avevo dormito benissimo e mi sentivo in forma smagliante, contagiata dalla bellezza della giornata.
Arrivata alla stazione di St Pancras, l’amara scoperta: la circolazione dei treni era nel caos a causa delle classiche “circostanze indipendenti dalla nostra volonta'”. Fortunatamente riuscii a salire sul treno delle 7:30, che parti’ con quaranta minuti di ritardo. La mia riunione era alle 10.oo e pensai di avere ancora ampio margine per arrivare in tempo. Dieci minuti dopo la partenza, il treno si blocco’ in mezzo al nulla per un guasto meccanico.Li’ comincio’ a salire l’ansia.”Perche’ proprio oggi? Perche’ proprio a me, in una giornata cosi’importante?” , continuavo a ripetermi. Vedere il treno espreso delle 8.00 superarci non aiuto’ a calmarmi, cosi’ come guardare i treni locali – piu’ lenti ma funzionanti – che sfrecciavano regolarmente accanto a noi. Telefonai in ufficio per assicurarmi che qualcuno potesse fare le mie veci fino al mio arrivo. Avevo fattto il possibile per gestire l’emergenza, ma non servi’ a placarmi: ero immersa in uno stato di profonda frustrazione e agitazione. Sapevo che quel nervosismo mi avrebbe rovinato l’incontro, e il pensiero di fallire non faceva che alimentare la mia rabbia.
La scelta stoica e il ritorno al presente.
All’improvviso mi tornarono in mente le parole dei filosofi stoici: ” A che cosa serve tormentarsi per qualcosa che non si puo’ controllare?”E’ solo uno spreco di energia.” In quel preciso istante decisi di mollare la presa. Lasciai andare la rabbia e la frustrazione. Mi ricordai della bellezza che mi aveva accolto al risveglio e alzai lo sguardo verso il finestrino. All’alba il cielo era sfumato di rosa; ora era di un blu intenso e limpido. Rimasi immobile, quasi in soggezione di fronte allo spettacolo straordinario della luce solare. Quando il treno finalmente riparti’, sentii le emozioni negative bussare di nuovo alla porta. Questa volta, pero’, rallentai coscientemente il respiro e tornai a rifugiarmi nell’immensita’ di quel cielo azzurro.
Un nuovo inizio.
Arrivai a destinazione con appena cinque minuti di ritardo. Decisi di trasformare quel viaggio d’inferno in una opportunita’ per la riunione. Presi la parola e dissi: “Questo progetto, proprio come la vita, presenta luci e ombre. Oggi voglio che ognuno di voi esprima liberamente il proprio pensiero, ma vi chiedo una cosa: se avete una visione negativa, sforzatevi di capire come ribaltarla in positivo.
Comincio io. Il lato negativo della mia giornata e’ che ho apena vissutoun viaggio terribile: ci ho messo due ore per una tratta di venti minuti, con l’ansia costante di fare tardi, cosa che detesto. Il lato positivo, invece, e’ che grazie a questa attesa oggi ho riscoperto quanto sia meraviglioso il cielo.”
L’atmosfera si sciolse. Molti colleghi accolsero l’invito, si liberarono dei loro pesi e il confronto si trasformo’ in una sessione di lavoro incredibilmente costruttiva. A fine giornata, diversi collaboratori vennero a congratularsi per come avevo gestito l’incontro. Qualche giorno dopo scrissi una poesia su quel cielo; non componevo un verso da otto anni.
L’arte di non farsi consumare.
Questa esperienza racchiude una profonda lezione sull’arte di vivere. La bellezza e il nostro stato d’animo sono strettamente interconnessi. All’inizio della giornata, la protagonista era aperta al mondo, sensibile alla meraviglia del mattino. Non era intrappolata nella solita routine buia che va dal letto all’ufficio: era viva e ricettiva. Ma non appena il treno ha accumulato ritardo, le sue possibilita’ emotive si sono bruscamente chiuse. Che fine aveva fatto il cielo azzurro mentre lei si consumava nell’ansia? Era ancora li’, fuori dal finestrino, ma per lei aveva smesso di esistere. Nel momento di massima tensione,pero’, la sua parte razionale ha riconosciuto il pericolo: continuare a sprecare energia l’avrebbe resa incapace di affrontare la riunione con lucidita’. Quando la consapevolezza e’ intervenuta, lo ha fatto partendo da una emozione negativa per reindirizzarla verso la bellezza. E con la bellezza e’ tornata l’energia. Quella forza le ha impedito di ricadere nell’ansia e le ha suggerito un modo creativo di aprire l’incontro, sintonizzandosi perfettamente con lo stato d’animo dei presenti.
Riconnettersi con questa energia e’ il compito piu’ importante della nostra esistenza. Possiamo chiamarlo amore: quell’atteggiamento di apertura totale verso la vita che proviamo quando siamo in pace con noi stessi. Quando siamo in pace stiamo bene, non ci isoliamo e non ci lasciamo debilitare da dubbi e paure; al contrario, ci apriamo agli altri. E questo dono di se’genera una forza vitale autonoma, che permette alla mente di scorgere nuove possibilita’e di disarmare la negativita. In questo modo, anziche’ essere consumati dalla vita, veniamo da essa nutriti.
La pratica quotidiana:
Per evitare che la routine ti logori, porta sempre con te queste tre domande:
- Sto consumando la vita o mi sto lasciando consumare da essa?
- Se mi sento svuotato, cosa mi sta assorbendo energia?
- Dove e’ il mio “cielo azzurro” in questo momento?
Trovare quel cielo significa trovare lo spazio capace di riaprire il cuore e lamente, liberandoci dalle nostre prigioni mentali per riscoprire la vitalita’ e la felicita’.
Luigi Congi
