RICONOSCERE CONSAPEVOLMENTE L’ARMONIA.
La diagnosi offerta dalla saggezza tradizionale afferma che il dolore della vita non deriva tanto dalla frustrazione sessuale, come spesso è stato sostenuto nella nostra epoca post-freudiana, quanto dal fatto che l’anima è in disarmonia con la sua natura superiore. Non è l’amore fisico che ci manca, ma quello spirituale. Socrate afferma che, posseduta da preoccupazioni materiali, l’anima barcolla come un ubriaco ed è gettata in uno stato di agitazione.
Nel commento di Ficino al Simposio, egli ci dice che l’anima è in disarmonia perché è diventata totalmente coinvolta da preoccupazioni di natura fisica:
Di conseguenza, le sue parti superiori sono quasi addormentate; le parti inferiori dominano le altre. Le prime sono affette da indolenza e le seconde da agitazione. L’intera anima è piena di discordia e disarmonia.
Secondo questa diagnosi, sembriamo essere così posseduti dalle pressioni della vita quotidiana da aver perso e dimenticato il legame con l’armonia sottostante che Leonardo considera la vera natura dell’anima. Se così fosse, forse il grande filosofo rinascimentale Ficino potrebbe fornirci un rimedio. Dopotutto, egli non era solo un filosofo, ma combinava la conoscenza delle tradizioni della saggezza con una visione ispirata della sua rilevanza contemporanea. Era anche il medico dei Medici. Se c’è qualcuno che può dirci qualcosa sulla guarigione del corpo e dell’anima, quello è proprio lui. Egli suggerisce una cura che a prima vista sembra tutt’altro che razionale, ma che potrebbe essere degna di considerazione.
In primo luogo è necessaria una follia poetica che, attraverso i suoni musicali, risvegli le parti dell’anima che sono addormentate, con la sua armoniosa dolcezza calmi quelle che sono turbate e infine, attraverso la consonanza di cose diverse, allontani la dissonanza discordante e temperi le varie parti dell’anima.
Secondo questo modo di pensare, il compito è innanzitutto quello di risvegliare l’anima dal sonno autoimposto grazie al potere dell’armonia contenuta nelle parole e nella musica. Si tratta certamente di un approccio creativo alla cura della salute. La cosa interessante è che egli non è l’unico a pensarla in questo modo. Esiste una grande tradizione di cura del corpo attraverso la cura dell’anima. Oggi, con l’attenzione sempre crescente rivolta alla medicina preventiva, la divisione tra le due sta diventando sempre meno netta. L’idea di una mente e un corpo sani sta assumendo un nuovo significato, più in linea con il pensiero di Ficino e di tutti quei medici e filosofi che lo hanno preceduto.
Oggi si riconosce sempre più che il corpo non è un meccanismo grossolano, ma è dotato di una sottile intelligenza che permea tutta la sua struttura. Con questo crescente riconoscimento, si accetta anche che questa intelligenza, come tutte le forme di intelligenza, può diventare ottusa e distorta e che da questa ottusità e distorsione possono insorgere malattie.
Per contrastare questo fenomeno dobbiamo imparare a mettere il corpo in sintonia, perché come ogni strumento ha bisogno di essere accordato. Lo facciamo nutrendo il corpo e la mente con il cibo migliore, affinché questo meccanismo immensamente intelligente che possediamo possa funzionare liberamente e con la sua naturale precisione.
Prenditi il tempo per entrare in contatto con qualcosa di armonioso. Potrebbe essere qualcosa di facilmente accessibile come il vento che soffia tra gli alberi, l’uno che cede il passo all’altro. Potrebbe essere il gioco di luci o il movimento del suono. Se hai l’opportunità di ascoltare parole e musica, invece di lasciarti trasportare nel tuo mondo onirico di associazioni, ascolta attentamente il gioco delle voci, il modo in cui si dividono o si riecheggiano a vicenda o tornano insieme per unirsi all’unisono. Ascolta il modo in cui la discordia si risolve in armonia, tutte le parti, armoniose o discordanti, che emergono dalla totalità della composizione.
PRATICA: Riconosci consapevolmente l’armonia.

